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Firenze
Mostra
Roberto Panichi. Destrutturazioni. La persistenza della forma

Firenze
Sala d’Arme di Palazzo Vecchio
Piazza Signoria

Tutti i giorni 10.30-19.30
INGRESSO GRATUITO
Dal 20 giugno al 12 luglio 2009

Dal 20 giugno al 12 luglio 2009
10.30 - 19.30 tutti i giorni
INGRESSO GRATUITO

ROBERTO PANICHI

Destrutturazioni
La persistenza della forma


Sala d’Arme di Palazzo Vecchio
Piazza della Signoria, Firenze


Il musico
Il musico
olio su tela, 1995
cm 154x134

  
  

Panichi, oltre che pittore, è uomo di lettere, studioso e critico d’arte. Conosce bene, quindi, il significato delle parole. Sa che il titolo che ha voluto dare alla sua mostra suona come un ossimoro. Da una parte la “destrutturazione” e cioè la caduta delle strutture portanti, lo scheletro delle cose che si scioglie nei suoi elementi compositivi, la riconoscibilità dell’immagine che si sfrangia e si offusca; dall’altra la “persistenza”, la lunga durata, l’insopprimibile vitalità della forma. È dunque – il termine “persistenza” – la pervicace affermazione di un principio che contraddice il processo destrutturante. Sull’ossimoro “destrutturazione-persistenza” riposa l’esperienza pittorica di Roberto Panichi. È questo il filo rosso che occorrerà dipanare attraversando i dipinti esposti in Sala d’Armi.

 ANTONIO PAOLUCCI

  
  

Cos’è il vivente e chi è l’uomo
olio su tela, 2007
cm 105x85

Cos’è il vivente e chi è l’uomo


Turandot
Turandot
olio su tela, 2009
cm 120x80

  
  

La poesia di Panichi viene depositata, con estrema naturalezza, nella sua pittura. Gli stereotipi perdono vigore. Quando dipinge paesaggi urbani, ad esempio, le città smarriscono ogni traccia di persistente oleografia. Le linee si fanno sghembe, traiettorie inusitate si sostituiscono alle severe architetture di ponti e palazzi storici, e non per un facile gioco intellettuale, ma perché la visione dell’artista è tesa ad altri scopi, che quelli puramente descrittivi. Così, nei ritratti femminili, egli sfugge ai rischi di omaggi superficiali alla bellezza della donna, e perlustra sentieri poco battuti, riportando echi di incontri, memorie, esperienze. Ricordo con emozione il ciclo delle sue Matrone, nel quale le donne affioravano come apparizioni oniriche, portatrici di nostalgia, risvegliatrici del desiderio, fonti di eleganza fittizia, rivelatrici del mistero.

STEFANO DE ROSA

  
  

Amanti
grafica, 2003-2004
cm 100x70

Amanti


 

Biografia di Roberto Panichi

Pubblicazioni correlate:
Roberto Panichi. Destrutturazioni. La persistenza della forma.
a cura di Stefano De Rosa.
© Polistampa 2009,
cm 24x31, pp. 144, ill. col., br., € 22,00
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